Lettera ai Cittadini di Casale sul Sile
- 9 giu 2017
- Tempo di lettura: 2 min

Cari Casalesi,
Siamo giunti ormai al termine di questa lunga campagna elettorale. Un momento, questo, che a mio avviso non ha niente di rituale, perché, per quanto possa apparire in alcuni momenti un po’ scocciante, consente a ciascuno di noi di approfondire temi, conoscere persone, mettere al centro della nostra attenzione Casale.
Il mio è stato un percorso umanamente molto importante e, proprio per questo, intendo ringraziare ciascuno di voi.
E dire che tutto è nato da una domanda.
“Ma chi te l’ha fatto fare?” Questo è quello che mi sono sentita dire in modo ricorrente in questi mesi. Le prime volte non ci facevo caso, con il passare dei giorni questa domanda mi ha un po’ tormentata perché mi sembrava che la risposta fosse scontata: volevo fare le cose giuste per Casale.
Sapevo, però, che questa soluzione era troppo semplice. O almeno lo era per me.
Alla fine ho capito: io ho scelto di accettare la candidatura a Sindaco di Casale perché amo il mio paese, perché credo che, insieme, sia possibile costruire un futuro diverso e ricco di opportunità nel quale tutti siano veramente protagonisti e non semplici elettori.
Per me amare Casale significa non rassegnarsi, non pensare che non si possa fare nulla di più o di diverso. Io sono una ricercatrice e proprio per questo non mi accontento mai, voglio andare in fondo alle cose per capire quale sia il modo di migliorarle.
Ho 41 anni e ho trascorso buona parte della mia vita nella convinzione che il Cambiamento sia indispensabile e che per ottenerlo sia indispensabile mettersi in gioco, guardare al Futuro con Fiducia e Determinazione. Quando tantissimi amici mi hanno chiesto di mettermi a disposizione avevo appena ricevuto un’offerta di lavoro all’estero, un’occasione per la mia carriera. Mi sono confrontata, ovviamente, con la mia famiglia e con Marco e quel “ma chi te lo fa fare?” è diventato un “Lo faccio, grazie.”
E grazie, ancora una volta, a ciascuno di voi. Grazie a chi sceglierà di accordami la propria fiducia e anche a chi non lo farà. Io, infatti, credo che chi decide di mettersi al servizio della propria comunità lo debba fare per tutti, per il paese, per ogni cittadino e non soltanto per la propria parte.









































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